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Estinzione ed estinguenti

SOLAS > Capitolo II-2
OSHA Best practices
 
L'Amministrazione per la sicurezza e la salute sul lavoro (Occupational Safety and Health Administration) ...
 
E’ utile ricordare i tre passi fondamentali nell'ipotesi di trovarsi a fronteggiare un principio d’incendio.
 
1.   IDENTIFICARE il fuoco fra le ... classi,
 
2.   SELEZIONARE l’estintore (estinguente) appropriato,
 
3.   VALUTARE se sia sicuro affrontare il principio d’incendio.
 
Sarebbe opportuno aggiungere almeno un quarto punto:
 
4.   Prima di qualunque azione dare l’allarme.
 
(OSHA è branca dell’NFPA)


Classificazione dei fuochi
La classificazione dei fuochi ci suggerisce l'estinguente appropriato per ogni tipo di incendio.
La tabella ci indica come interagiscano gli estinguenti con il fuoco. La “x” minuscola indica che è componente collaborante, ma non trascurabile.
Estinguenti
Tetraedro
Acqua
L’acqua ha un elevato potere calorifico: assorbe una grande energia per vaporizzare e, se irrorata su un focolaio d'incendio, gli sottrae una grande quantità di calore. Ha un elevatissimo potere di raffreddamento. L’acqua è il miglior liquido “Raffreddante” che esista (4186 J/kg K= 4,186 J/g °C e 1 cal/g °C)
Effetti estinguenti dell’acqua:
  • Riduzione della temperatura del combustibile per assorbimento di calore per vaporizzare;
  • Azione di soffocamento per sostituzione dell’ossigeno con il vapore acqueo sviluppato.   
L'estinzione di un focolaio tramite l’acqua si effettua con un getto diretto o a pioggia (per avvicinamento all'incendio si polverizza l'acqua per creare uno scudo termico).
L’uso dell’acqua quale agente estinguente è eccellente per incendi di combustibili solidi di classe "A";
Non si potrà utilizzare per:
  • incompatibilità per contatto con sodio potassio libera idrogeno; carburi che liberano acetilene;
  • incendi di origine elettrica, poiché l'acqua è un buon conduttore ed il soggetto coinvolto rischia l'elettroesecuzione. Interrompere sempre  l'energia elettrica prima dell'impiego;
  • con alte  temperature, l'acqua si scinde in idrogeno ed ossigeno che alimenterebbe l'incendio invece di spegnerlo.
Acqua nebulizzata
Agisce per:
  • modesto raffreddamento,
  • riduzione del calore radiante, dovuto alla barriera di goccioline della nebulizzazione,
  • riduzione dell’ossigeno dovuto all'espansione delle nebbie in vapore.
Sistema "Water mist"
Si impiega per fuochi di classe A e B. Sostituiscono i gas.
Alta pressione:80/140 bar
goccioline d’acqua da 50/120 µ.
I Fornitori asseriscono che take sistema ha la penetrazione paragonabile a quella di un gas.
NB: In passato, prima dell'avvento degli schiunogeni, l'incendio elle cisterne delle navi petroliere si estingueva con il vapore delle caldaie.
Oggigiorno, l'incendio delle calderine a gas di scarico, si estingue con il vapore generato a bordo.
Anidride carbonica
L’anidride carbonica ha la capacità di estinguere l'incendio riducendo il contenuto di ossigeno dal normale 21% dell’ambiente a vlori inferiori al 15%. Riducendo opportunamente il comburente, la miscela di gas combustibili sarà "magara", per cui l'incendio non si propaga e si arresterà
l'incendio si esaurisce per carenza di comburente.
L'anidride carbonica è in grado di estinguere la maggior parte degli incendi di superficie.
In relazione ai soli estintori portatili, l'anidride carbonica mantenuta negli estintori in fase liquida si espande assorbendo calore dall'ambiente. Si può asserire che gli estintori portatili aggrediscano il focolare con la doppia azione di riduzione dell'ossigeno comburente e di raffreddamento.
Schiume
Caratteristiche fondamentali:
  • Consistenza: robustezza dello strato filmante,
  • Coesione: formazione di una barriera stabile,
  • Scorrevolezza e capacità di aggirare gli ostacoli,
  • Contenimento dei vapori: raffreddamento,
  • Stabilità: sicurezza contro la riaccensione,
  • Resistenza al calore,
  • Tensioattività: capacità di richiudersi,
  • Compatibilità con le polveri estinguenti,
  • Resistenza all’emulsionamento degli idrocarburi, affinché la schiuma non sia menomata per dal combustibile.

(SOLAS II-2/10.8, Codice FSS cap. 14 e SOLAS II-2/1.6.2.1.2)
  • Concentrato schiumogeno: liquido che, miscelato con acqua nella giudya PROPORZIONE, produce la soluzione schiumogena.
  • Soluzione schiumogena: soluzione di concentrato schiumogeno e acqua.
  • Schiuma antincendio è un aggregato di bolle d'aria formate da una soluzione acquosa di un idoneo concentrato di schiuma.
  • Rapporto di espansione: rapporto tra il volume di schiuma e il volume di soluzione schiumosa da cui è stato prodotto.

Campionatura
In talune soluzioni progettuali dell’impianto, elevata temperatura dell’ambiente di conservazione, natura del concentrato, parziale riempimento del serbatoio, è possibile che il concentrato subisca un processo di invecchiamento precoce. Purtroppo è avvenuto che un liquido schiumogeno deteriorato, abbia impedito l'erogazione finale della schiuma.
Il liquido schiumogeno ha una durata di conservazione nel serbatoio di stoccaggio, in funzione della sua natura, scaduta la quale dovrà essere sostituito.
All'interno del suo periodo di vita esso sarà soggetto alla verifica di un campione. Si consegnerà al  laboratorio autorizzato. un campione da 2 litri prelevato a bordo conformemente alla procedura prevista dalla suddetta circolare 1312.
Schiuma
Metodo di erogazione della schiuma con operatore e manichetta.

Ulteriori dettagli su "Ship's Basic Knowledge" booklet di R. Giancola (english).
Polvere
Le polveri agiscono per soffocamento e/o inibizione chimica, che interferisce nella catena di reazione della combustione rimuovendo i radicali liberi (OH)-.
Composizione delle polveri


Halon
Gli idrocarburi alogenati, sono idrocarburi saturi in cui gli atomi di idrogeno, sono stati parzialmente o totalmente sostituiti con atomi di cloro, fluoro, bromo.
Gli Halon appartengono alla famiglia degli idrocarburi alogenati altrimenti detti "CFC". Derivano dalla molecola del metano (CH4), a cui è stato rimosso l'idrogeno e sostituito con alogeni, quali Cl, Fl Br.
L’azione estinguente è prodotta dall'interruzione della catena di reazione (reazione anticatalitica).
Non tossico per concentrazione ≤ 7% ed esposizione ≤ 15 minuti.
A seguito alla “Convenzione di Vienna” (22/03/1985) convocata per affrontare i problemi della riduzione della fascia di ozono, si e’ concordato il protocollo di “Montreal” (10/09/1987). Il protocollo di Montreal entra in vigore in Italia il 1/1/1989, (livello comunitario), USA e Giappone. L’India poco. Il 29/06/2000 La CE emette un nuovo regolamento CE 2037/2000 relativo a “Sostanze che iducono lo strato di ozono”.
Il protocollo prevede il “freeze” della produzione dei CFC nel 1989 e la successiva riduzione al 75% entro il 1/1/1994, e successivo azzeramento al 1/1/1996.  Per quanto riguarda il consumo: fu previsto il “freeze” nel 1999 e la successiva riduzione all’85% entro il 1/1/2007, e successivo azzeramento al 1/1/2010.
Succedanei dell’Halon
  • miscele di azoto e argon. (gas già presenti nell'atmosfera). Concentrazione del 38/42% nel locale da proteggere. Non stratificano, Riducono l’ossigeno al 12/14. Estinzione in circa in circa 60 secondi. Stoccato in bombole alla pressione di 200/300 Bar.
  • HFC , capacità estinguente simile agli halon. Estinzione in pochi secondi. Riducono l’ossigeno (19/20%).  Stoccato in bombole alla pressione di 40 Bar.
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